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The X-Axis # 21/09
view post Posted on 30/10/2009, 15:55Quote
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PontifeX MaXimus del Culto di Chris Claremont & Grant Morrison

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X-REVIEWS
THE X-AXIS

# 21 / 09

by Paul O' Brien
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In Questo Numero:
- DARK AVENGERS/UNCANNY X-MEN "Utopia" Cross-Over
- OLD MAN LOGAN Saga
- Astonishing X-Men (Vol. III) # 31
- Cable (Vol. III) # 19
- (Dark) Wolverine (Vol. III) # 79
- Deadpool # 900
- New Mutants (Vol. III) # 5
- Uncanny X-Men # 515 - 516
- Uncanny X-Men: First Class # 4
- Wolverine: Origins # 41
- X-Babies (Vol. II) # 1
- X-Factor (Vol. III) # 49
- X-Force (Vol. III) # 19
- X-Men vs Agents Of Atlas # 1 (of 4)
- X-Men Forever (Vol. II) # 8 - 9
- X-Men Legacy # 228





"Utopia"
Dark Avengers/Uncanny X-Men: Utopia
Uncanny X-Men # 513-514
Dark Avengers # 7-8
Dark Avengers/Uncany X-Men: Exodus

Scrittore: Matt Fraction
Matite: Marc Silvestri, Terry Dodson, Luke Ross e Mike Deodato (con Michael Broussard, Eric Basaldua, Tyler Kirkham e Sheldon Mitchell)
Inchiostri: Joe Weems, Rachel Dodson, Rick Magyar, Mark Pennington e Luke Ross (con Marco Galli, Eric Basaldua, Rick Basaldua, Jason Gorder, Jay Leisten, Sal Regla, Jon Sibal e Ryan Winn)
Colori: Frank D'Armata, Justin Ponsor, Rain Beredo, Dean White e Christina Strain
Lettering: Chris Eliopoulos, Joe Caramagna e Cory Petit
Editors: Nick Lowe e Tom Brevoort

Sì, è il più grande crossover da tempo e ... sì, è finito secoli fa, ma diavolo, almeno l'edizione in volume non è ancora uscita.
Penso.

"Utopia", di Matt Fraction e un'intera squadra di calcio di disegnatori (molti dei quali, per essere onesti, stanno supportando Marc Silvestri sul capitolo iniziale), è un esempio relativamente raro di Uncanny X-Men che incrocia un albo totalmente al di fuori della scuderia X.
Negli anni precedenti, essendo l'etichetta di punta della Marvel, gli X-Men tendevano a starsene fuori dagli eventi principali progettati per spingere le vendite delle testate di categoria inferiore. Ma la stella degli X-Men non è in ascesa, e quindi per la prima volta da secoli Uncanny X-Men si ritrova in un crossover con una testata che vende di più.
Nella realtà questa è una storia degli X-Men che casualmente include si impossessa anche di due numeri di Dark Avengers. Vero, Norman Osborn è ovunque, ma si può dire lo stesso di tutte le trame di Regno Oscuro. Gli altri personaggi dei Vendicatori Oscuri sono tutti più o meno banditi in periferia, emergendo sporadicamente per ricoprire il ruolo in cui di norma ci sarebbe stato qualche generico membro della HAMMER.

Partiamo con le cose positive: "Utopia" può essere espanso, ma ha un senso della misura; i passaggi rapidi per Los Angeles durante le scene della sommossa sono piacevolmente caotici e circa metà sono disegnati da Terry Dodson.
Ha delle effettive conseguenze durature per la serie, spingendo gli X-Men fuori da San Francisco vera e propria e spostandoli su un'isola nella baia.
La finta di Emma che si rivolta contro il gruppo è ben eseguita ed i "Dark X-Men" si rivelano un gruppo relativamente interessante – invece di una diretta parodia degli X-Men - e sono piuttosto presentati come un gruppo di persone leggermente riluttanti che stanno facendo un sincere sforzo. Le grandi scene di lotta contro i Vendicatori si sviluppano bene.
C'è molto da apprezzare qui.
Eppure ...... per me non funziona del tutto.

La prima volta, ho pensato che il problema fosse che Fraction stesse di nuovo divagando, inserendo troppi cameo di personaggi minori, facendo perdere il focus della storia.

Rileggendola, però, non è quello il problema.
Ci sono molti personaggi che fluttuano in giro, ma sono principalmente in gruppi, e il numero di elementi di trama non è così tremendo. Vero, "Utopia" potrebbe tranquillamente fare a meno di cose come Dani Moonstar chef a un patto con Hela per sconfiggere Ares in una sottotrama estremamente periferica, ma per lo più la scala non è il problema.
In effetti, con Fraction che cerca di far passare l'idea delle rivolte di massa per le strade di San Francisco, si fa fatica a fargli una colpa per aver letto l'elenco dei mutanti sopravvissuti e aver tirato fuori alcuni di quelli più sconosciuti che è riuscito a trovare. Dopo l'M-Day, non poteva davvero mettere mutanti generici a girare per le strade all'improvviso. Quindi è comprensibile che all'improvviso ci siano delle battute di dialogo per gente come Meld, un personaggio la cui unica apparizione precedente è stata nella miniserie Sentinel Squad O*N*E, ma che in effetti è già comparso sulla lista dei mutanti sopravvissuti.

Ci sono alcuni sfortunati errori di esposizione.
L'affioramento dell'Asteroide M dovrebbe essere un grande elemento, ma la storia non lo identifica mai davvero né spiega cosa sia. Bisogna leggere le pagine di riassunto per saperlo.
La faccenda con Sentry nell'ultimo numero sbuca fuori completamente dal nulla, preannunciata solo da una scena comparsa in New Avengers circa cinque anni fa: se non vi è familiare il concetto di Sentry/Void, Dio solo sa cosa si pensa che possiate capirne.
Di nuovo: queste sono cose di minore importanza.

No, il problema è la domanda che ci si deve porre preliminarmente e cioè ... di che cosa parla la storia, a parte del cambio di status quo degli X-Men da A a B? Cosa davvero li spinge fuori dalla città?
In apparenza, Fraction sembra voler scrivere una storia riguardo l'intera popolazione mutante che viene spinta alla ritirata: si parla molto di campagne cui diritti civili e di mutanti come "persone" e così via. La storia si apre con i nostri vecchi amici bigotti antimutanti che cospirano per delle speciali leggi di riproduzione per i mutanti; finisce con i mutanti che creano la loro personale "nazione".
Ora questo è gia un problema: il numero di mutanti sopravvissuti è semplicemente troppo basso perché questo funzioni.
Anche così, Fraction quasi riesce a farlo.
Ci sono però due grandi forze al lavoro qui: la coalizione Humanity Now! che cerca di impedire ai mutanti di riprodursi, e Norman Osborn che fa un gioco di potere .... e nessuno dei due ha una grande sintonia con gli X-Men.

La coalizione dovrebbe funzionare, ma questa storia si dà la zappa sui piedi quando rivela che non si tratta di un vero movimento sorto per conto suo quanto di un unico maniaco con poteri di controllo mentale. Il che significa che X-Men devono combattere alcuni cyborg per qualche pagina, ma dopo tutto non c'è davvero alcun movimento sociale.
In effetti l'intera storia sembra stranamente scollegata dalla faida Vendicatori/X-Men, come se Fraction avesse avuto bisogno di qualcosa per giustificare le sue sommosse iniziali, e poi volesse nasconderle sotto il tappeto il più velocemente possibile. Sembra un'opportunità terribilmente sprecata, dato che la sottotrama della Proposition X sembrava un'idea promettente.

In quanto a Osborn, Fraction potrebbe star tentando di raccontare la storia in cui gli X-Men non possono opporsi alla potenza del governo USA, ma qua Osborn non funziona davvero nel ruolo del burocrate malvagio. L'idea centrale del Regno Oscuro è che sia un pericoloso maniaco che si spaccia per una figura autoritaria.
È una parodia di Nick Fury, il che va bene se si sta scrivendo Iron Man e si vuole metterlo a confronto con un'ironica lezione morale riguardante il potere concentrato nelle mani sbagliate, ma in realtà Osborn sarà sempre un supercriminale, e non può rappresentare l'autorità in generale.
Poi non ha nessuna vera ragione per combattere gli X-Men, a parte il fatto che vuole più potere perché è malvagio.

Per essere giusti con Fraction, se il Regno Oscuro tratta di qualcosa è un governo corrotto che invoca l'autorità per acquistare una fiducia immeritata, e lui presenta la storia come qualcosa di simile a una guerra di propaganda. Presumibilmente è quella l'idea: gli X-Men vanno via da San Francisco perché hanno perso la battaglia di pubbliche relazioni, solo per battere Norman alla fine e guadagnarsi la loro sicurezza sulla spiaggia. Per essere plausibile con quella storia, avremmo però dovuto vedere qualche segno della reazione pubblica, e perché sia così importante; invece il pubblico è quasi del tutto assente da questa trama: non c'è spazio per loro, nenche quando Scott e Norman tengono le rispettive conferenze stampa nelle pagine di chiusura. Il loro pubblico è rappresentato solo da anonimi cameraman ... e nulla più.
Abbastanza stranamente, questa storia avrebbe probabilmente funzionato meglio durante il periodo dell'Iniziativa, con Iron Man e i suoi Vendicatori nel ruolo di Osborn, a rappresentare l'ufficialità invadente e dalle mani pesanti. Osborn non è un antagonista interessante per gli X-Men, perché non rappresenta nulla che riguardi i temi di questa serie.

È questo il problema, credo: è una storia in cui gli X-Men vengono spinti fuori dalla città da due supercriminali, nessuno dei quali ha dei piani o un tema particolarmente interessante a sostenerlo ... e la battaglia di propaganda che Fraction sembra cercare di scrivere in merito si svolge nel vuoto, apparentemente lontana dalla reazione del pubblico.
Nonostante tutta la scala epica e la maestosità, non può che apparire piuttosto vuota.





Old Man Logan
"Old Man Logan"

Wolverine #66-72, Giant-Size Wolverine: Old Man Logan

Scrittore: Mark Millar
Matite: Steve McNiven
Inchiostri: Dexter Vines (con Mark Morales e Jay Leisten)
Lettering: Cory Petit
Colori: Morry Hollowell (con Christina Strain, Justin Ponsor, Jason Kieth, Paul Mounts e Nathan Fairbairn)
Editor: John Barber

Di tanto in tanto mi lamento di scrittori ed editori che perdono di vista il fatto di lavorare in un media serializzato. Dopo tutto, se si sta leggendo una storia a puntate mensili, è chiaramente un esperienza molto diversa rispetto a leggerla tutta in una volta. Ovviamente è un problema solo con la versione originale, non l'edizione in raccolta, ma con le vendite mensili nel territorio delle 90.000 copie e oltre, sembra un'affermazione piuttosto corretta dire che molti lettori abbiamo sperimentato questa storia per la prima volta nella forma seriale.
"Old Man Logan" è un buon esempio di quello che intendo: essenzialmente si tratta di Wolverine incrociato con Unforgiven e Mad Max ... il che va bene perchè come personaggio Wolverine si adatta più o meno a entrambi.

È ambientata in un mondo postapocalittico in cui tutti gli eroi sono stati spazzati via o, come Wolverine, spezzati e spinti a ritirarsi. I cattivi stanno gestendo il paese, ma dato che sembra una discarica e una generica terra di nessuno, sembra sia stata una vittoria di Pirro anche per loro.
Iniziamo con Wolverine come pacifico fattore che non vuole avere niente a che fare con le faccende degli eroi; un cieco Occhio di Falco compare per chiedere il suo aiuto per Un'Ultima Missione: attraversare l'America per fare una consegna, cosa che gli darebbe i soldi che gli servono per pagare l'affitto.
Wolverine accetta a condizione di limitarsi a guidare l'auto.
A questo punto, più o meno sapete dove si va a parare: è un viaggio su strada e Logan uscirà dal guscio e spiegherà cosa gli è accaduto, supererà il trauma a un certo punto e ci sarà un grande momento in cui combatterà ed estrarrà gli atrigli per la prima volta .... e così via.

Questi a malapena contano come spoilers.
L'ambientazione è così familiare che chiunque sa che è lì che stiamo andando. Ma, di nuovo, va bene; tutti sanno dove vanno a parare i film d'azione .... il punto è divertirsi lungo la strada.
Se viene fatto bene, il finale funziona proprio perché tutti se lo aspettavano già da un'ora.

Leggetela come una graphic novel, e funziona. Sì, è lunga otto numeri, e ha una trama molto leggera – alcuni topoi familiari e della parafernalia dell'Universo Marvel - ma leggetela in una sola volta e si scandisce piuttosto bene.
Le episodiche scene di viaggio sembrano far parte di un'insieme più ampio; le scene in cui passano alcuni generici concetti degradati di supereroe fungono da commedia nera oltre a spezzare il viaggio, e danno a Steve McNiven una possibilità di disegnare cose bizzarre al tempo stesso accennando a pezzetti di storia per divertirsi e andare avanti.

Ora, non che sia esattamente profonda.
Si potrebbe sollevare un caso sul fatto che la storia sia una metafora del supereroe nichilista come un vicolo cieco, con Millar che porta alcuni dei suoi temi alla loro definitiva conclusione e inizia a sbucar fuori dall'altro lato. E' però un po' tirata per i capelli. È più probabile che sia solo un mucchio di cose che Millar pensava fossero buone.
In una sola sessione, è sufficiente ed è una lettura seria ... se però si allunga nell'arco di otto mesi (di più, in effetti, perché l'albo ha avuto dei ritardi), se da un lato riesce a giustificare il numero di pagine, non è il genere di storia che possa mantenere l'interesse per la maggior parte di un anno.
Per la natura stessa della storia, non vi si possono inserire molti colpi di scena e sorprese per mantenere l'attenzione del lettore. È troppo lineare per questo e quindi si finisce per avere un fumetto che impiega una vita per arrivare a un punto alquanto prevedibile piuttosto che una graphic novel che impiega duecento pagine per arrivare in un luogo gradevolmente familiare.
Fa un'enorme differenza.

Niente di tutto questo equivale a dire che, alla rilettura, "Old Man Logan" si rivela improvvisamente come un capolavoro geniale. Ci sono sempre goffi passaggi tra l'umorismo nero e il sentimentalismo, ci sono punti in cui l'albo si sforza troppo, cosa che mina i suoi tentativi di apparire spontaneo, ma perde il suo problema di ritmo, e anche se l'intero concetto è troppo esile per portarlo avanti per una serie lunga otto mesi, va bene per una storia che si legge in un pomeriggio.

Questa è una storia peculiarmente inadeguata al formato seriale, dato che aveva bisogno di questo numero di pagine per un senso di misura, ma non aveva la complessità o la profondità per funzionare in un arco di otto mesi (e inoltre è il genere di storia che funziona meglio quando si segue il flusso – le interruzioni mensili non aiutano).
Ci sono delle ragioni finanziarie perfettamente valide per cui alla Marvel non piacciono le graphic novels – il flusso di cassa per dirne una – ma un calendario di uscita settimanale o anche quindicinale sarebbe stato un miglioramento. Funziona per l'Uomo Ragno; migliorerebbe notevolmente molte delle storie degli albi C.
Questo è un perfetto esempio.

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Astonishing X-Men (Vol. III) # 31
È tornata! E grazie alle meraviglie della programmazione, anche se è puntuale è ancora in ritardo!
Sì, questa trama si svolge prima del recente crossover "Utopia" che ha cambiato ancora una volta lo status quo degli X-Men, quindi per quando si concluderà in cinque mesi (o, siamo realistici, più probabilmente in otto) sarà follemente fuori sincrono con il resto della linea. C'è mai stata una testata ammiraglia che ha navigato con tanta enfasi all'indietro come Astonishing X-Men?
Il numero di apre con Abigail Brand e un gruppo di truppe della SWORD che attaccano un generico avamposto della Covata, cosa che si scopre non essere affatto la trama. Al contrario, la grande cosa stabilita da questa parte è il ritorno di Brand sulla Terra con il suo veicolo che quasi si incendia nel rientro. Quindi gli X-Men devono salvarla. Cosa che fanno. E questo richiede metà di un numero, una cosa che sembra un po' eccessiva. Oh, e poi atterrano e inizia una storia completamente diversa, per portare a un finale sospeso che sembra completamente scollegato. È un po' frammentata, per usare un eufemismo.
Phil Jimenez prende il posto di Simone Bianchi ai disegni. Ed è un miglioramento. Bianchi realizzava ottime immagini, ma non erano in grado di comunicare l'azione – e se un fumetto deve passare metà del suo tempo con scene di azione completamente gratuite, sarebbe meglio che almeno fossero decifrabili. Jimenez non è distintivo come Bianchi, ma è un ottimo disegnatore di supereroi, ed è più adatto all'albo. E la sua splash page finale è eccellente. Il pacchetto complessivo è abbastanza solido, ma all'albo manca ancora uno scopo.

Cable (Vol. III) # 19
In questo numero qualcuno dà finalmente ad Alfiere una ragione per non far esplodere la nave, che in effetti gli serviva il mese scorso. Oh be', ci sono Cable e Alfiere contro la Covata in un lontano futuro, e suppongo che se si deve cercare un nemico degli X-Men che possa comparire in questa ambientazione senza causare orribili problemi di continuity, la Covata sia la scelta più intelligente. È passabile, ma ai disegni manca atmosfera, e il tutto sembra essere sul punto di degenerare in una banale scena di combattimento.

(Dark) Wolverine (Vol. III) # 79
Ragazzi, questo sa di riempitivo. "Quanti mesi di Regno Oscuro rimangono? Sei? Uhhh... uh, Daken combatte con qualche criminale di poco conto?" Ero più o meno dietro questa serie con il primo arco, ma adesso mi sta perdendo. Un problema è che la trama dipende dall'accettare il fatto che Norman Osborn non possa permettere che i suoi Oscuri Vendicatori vengano visti picchiare i criminali in pubblico a causa delle conseguenze per le pubbliche relazioni. Ma non vedo davvero quale sia il problema. Ancora una volta, se “Regno Oscuro” si suppone essere una sorta di Cheney-verso, Osborn non nasconderebbe gli abusi ai prigionieri, li sbandiererebbe come una virtù per dimostrare la sua durezza contro il crimine. Non è che Daken abbia fatto niente di particolarmente grottesco, E quando l'intera ambientazione del “Regno Oscuro” richiede di accettare che Norman possa avere una posizione pubblica di fiducia nonostante una storia ben documentata di follia e criminalità, non ci si può aspettare che io creda che stia perdendo il sonno per qualcosa del genere. Semplicemente non funziona. Oh, e c'è un pezzo con un adolescente timido con un inquietante negoziante che nasconde telecamere negli spogliatoi delle donne, che è semplicemente terribile da far rovesciare gli occhi.

Deadpool # 900
Be', è un'antologia di storie di Deadpool. O, meglio, metà è un'antologia di storie di Deadpool, e l'altra metà è una ristampa di Deadpool Team-Up 1, uno speciale di James Felder/Pete Woods di qualche anno fa che non è mai stato particolarmente memorabile tanto per cominciare. Un po' di Deadpool fa molto, e per essere onesti sette storie brevi consecutive di Deadpool sono un po' troppo. Fred van Lente e Dalibor Talajic realizzano una buona storia con mimi malvagi, mentre Mike Benson e Damion Scott presentano un'interessante conversazione tra Deadpool e uno psichiatra. D'altra parte, la storia di Joe Kelly/Rob Liefeld è come farsi iniettare dello zucchero negli occhi. E Kyle Baker realizza dei disegni dall'aspetto davvero strano per l'ultima storia, cosa che non sono certo funzioni davvero. È come l'equivalente a fumetti di un'animazione clipart a basso costo di Adult Swim. Principalmente, comunque, non è che le singole storie siano brutte, è solo difficile assumere così tanto Deadpool in una volta sola.

New Mutants (Vol. III) # 5
Questo è un numero di passaggio tra la prima storia e il prossimo crossover "X-Necrosha". (E per favore ditemi che non sarà Blackest Night con mutanti e schede di circuiti). Zeb Wells riannoda alcuni fili dell'arco di Legione, e definisce perché Dani Moonstar sia nel gruppo nonostante non abbia poteri. Tutto viene fatto perfettamente bene, ma la cosa più degna di nota è il disegnatore ospite Zachary Baldus. I suoi personaggi sono un po' distaccati dal modello, decisamente, ma si tratta di materiale splendidamente espressivo, e realizza perfino una versione decente di Warlock, che è sempre una sfida per i disegnatori che devono adattarlo al proprio stile. Sarei lieto di vederlo come disegnatore regolare. Non sembra esserci una gran premessa per questo albo oltre "riuniamo i Nuovi Mutanti di venticinque anni fa", ma almeno viene fatto bene.

Uncanny X-Men # 515
Questo albo è uscito la scorsa settimana in America, ma la Diamond UK è riuscita a ritardarlo. È la prima parte di "Nation X", con gli X-Men che si sistemano sulla loro nuova roccia. Greg Land è tornato ai disegni, e non è un bene, ma non sembra fare troppi Danni a questa storia – anche se c'è una scena di Psylocke brutta al punto da essere imbarazzante. Fraction sembra più concentrato del solito con questo numero; invece di preoccuparsi del suo cast di migliaia di persone, abbiamo delle interessanti scene con Scott e Xavier che parlano della direzione del gruppo, e una nuova direzione per Emma potenzialmente promettente. Assottigliare la mandria di personaggi è decisamente un bene; c'è ancora parecchia carne al fuoco, ma è abbastanza perché Fraction ne tenga traccia e perché le storie arrivino a destinazione. Sono stato piacevolmente sorpreso da questo numero, è una delle sue migliori sceneggiature per la serie.

Uncanny X-Men # 516
In cui Magneto compare a Utopia, Xavier protesta che del loro arcinemico non ci si può fidare, e tutti lo ignorano. Nel frattempo, proseguendo con il suo breve elenco di criminali disponibili rimasti, Matt Fraction finisce per usare Scalphunter e un gruppo di Predatori X su un aereo, cosa che non sembra una grande minaccia per l'intera isola degli X-Men, ma okay. A dire il vero l'albo non è male. Mi piace l'idea di Xavier messo da parte mentre tutti invitano allegramente Magneto a entrare e prendersi un caffè. E i disegni di Greg Land sono meno irritanti del solito in questo numero – in parte perché sembrano un po' meno fatti con il Photoshop, in parte perché non ci sono molte donne nell'albo.

Uncanny X-Men: First Class # 4
Tempesta e Fenice si affiancano alle Figlie del Drago per combattere Nightshade, di tutte le persone possibili. Non mi è mai particolarmente interessata questa criminale in bikini di pelle della metà degli anni settanta, e le storie di First Class di solito sono al loro punto più debole quando gli scrittori sembrano indulgere nella nostalgia personale. Il piano di Nightshade, si scopre, è quello di rubare una macchina per la lettura del pensiero in modo da poter dare talenti di kung ai suoi robot. Uhm... sì, forse se fosse stato davvero pubblicato trentacinque anni fa. Ma leggerlo ora nel 2009 sembra solo datare il team creativo.

Wolverine: Origins # 41
Ospite Skaar, il Figlio di Hulk. Una cosa per nulla gratuita, vedete, perché questa serie riguarda Wolverine e suo figlio Daken, quindi ci sarà il contrasto con Bruce Banner e suo figlio Skaar... No, neanche a me interessa. Francamente, già il riassunto della trama a pagina uno è abbastanza per far sanguinare le orecchie. E poi arriva una di quelle storie in cui Wolverine sa che Romulus può contrastare ogni sua mossa, quindi decide di batterlo accettando consigli casuali da un tizio in un bar... Bei disegni, però, questo lo concedo, ma la trama ormai si è allontanata così tanto da ogni genere di logica o buon senso che non mi sforzo neanche più di irritarmi.

X-Babies (Vol. II) # 1
Hmm. Per come erano stati concepiti originariamente, c'erano due scherzo negli X-Babies. Uno era quello di avere dei piccolo X-Men in miniatura che si comportassero come versioni immature di loro stessi, il secondo era fare una parodia della sovraestensione della linea X-Men creando la pessima idea definitiva per uno spin-off degli X-Men. La loro prima apparizione, ristampata in coda a questo numero, non è neppure sottile in merito al secondo. E quando uscì c'erano solo cinque albi X. Gli X-Babies vengono disseppelliti ogni tot anni per un altra apparizione come ospiti, e per quel che mi riguarda lo scherzo ha perso mordente; fin qui, questa versione è essenzialmente una versione ridotta e vagamente ingénue degli X-Men che cerca di liberare Mojoworld da gente che vorrebbe sostituirlo con dei banali cartoni animati – inspiegabilmente impersonati da personaggi dell'etichetta Marvel di breve vita e ampiamente dimenticata "Star". Questo sembra significare che abbiamo una storia in cui gli X-Babies simboleggiano l'integrità creativa ribelle e, uh, no. Detto questo, mettere gli X-Babies contro gente come Planet Terry e Top Dog è un concetto talmente strano che non riesco a non pensare che debba esserci più di quel che appare, sebbene non saprei dire cosa neppure se ne andasse della mia vita.

X-Factor (Vol. III) # 49
Il penultimo capitolo dell'apparentemente infinita trama? No di certo! In effetti, circa metà del numero è dedicata a Guido, Rictor e Shatterstar che discutono goffamente di omosessualità, cosa che all'inizio è divertente ma finisce con l'affaticarsi in qualche modo. Nel frattempo, la trama barcolla allegramente in avanti, con un ultimo colpo di scena in sospeso. Sono sicuro che tutto si leggerà molto meglio come storia completa, ma come serial mensile ci sta mettendo troppo, e la storia attrae addirittura l'attenzione su uno dei buchi della trama. Ci sono dei pezzi buoni, ma il tutto non sta davvero assieme al momento.

X-Force (Vol. III) # 19
Non ho idea di cosa si suppone che stia succedendo in copertina, non ha molto a che fare con la storia effettiva. Principalmente è una storia in solitario di X-23 che cerca di fuggire dallo Stabilimento con l'aiuto delll'Agente Morales. Dato che X-Force è X-Force, è una specie di bagno di sangue, anche se questa volta riesce a mantenere le cose davvero eccessive un po' di più in un paio di punti che quindi hanno la possibilità di avere un significato. Ci sono alcuni errori di trama irritanti – se sparare a Kimura a pagina quattro la mette fuori gioco per un paio di pagine, perché non rifarlo dopo? – ma funziona come una scena di inseguimento di un film di serie B, e c'è qualcosa di stranamente interessante nel dialogo deliberatamente piatto di X-23 in questo genere di storia.

X-Men vs Agents of Atlas #1 (of 4)
La serie Agents of Atlas di Jeff Parker, con protagonista un gruppo di supereroi degli anni cinquanta rivitalizzati, ha molte ottime recensioni ma non è davvero riuscita a trasformare i commenti in vendite finora. Quindi è bello vedere la Marvel che le dà un po' di supporto, con questa miniserie e uno spazio in coda a Incredible Hercules. Questa è essenzialmente una storia degli Agenti, ma si inserisce piuttosto da vicino negli eventi di Uncanny - gli X-Men non hanno ancora spostato tutte le loro cose da Graymalkin, quindi gli Agenti colgono l'occasione per cercare di intascarsi qualcosa. Gli X-Men hanno abbastanza spazio da rendere il loro più di un classico ruolo da ospiti, e Parker prende in prestito anche le didascalie introduttive di Matt Fraction. Siamo nel territorio di un classico team-up tra supereroi (equivoco, scontro), ma fatto molto bene: l'albo aggiunge anche abilmente del mister inserendo una striscia che inizia come un'incontro della Silver Age tra i gruppi ma sembra essere qualcosa di totalmente diverso. Perfino gestire il cast allargato non sembra impensierire Parker. Molto divertente.

X-Men Forever (Vol. II) # 8
In cui la versione di Chris Claremont degli X-Men sis contra con una Sentinella nella giungla e poi esplora una di quelle distanti strutture scientifiche che ai criminali piace tanto costruire. È melodrammatico come sempre, ma è un melodramma decente che sta assieme a modo suo, e crea anche dei misteri. Ovviamente c'è sempre qualcosa da dover sopportare: in questo numero si tratta di Kitty che spiega di non notare l'artiglio che le esce dal dorso della mano perché è molto affilato. Uhm, va bene, ma è chiaramente molto più largo alla base, quindi non funziona. (E oltretutto, perché non sanguina?) Ma sono disposto a dare un po' di spazio a Claremont in questo albo, perché per la maggior parte mi sta convincendo.
I disegni di questo numero sono di Steve Scott; la sua Bestia è un po' goffa, ma per il resto è uno sforzo valido.

X-Men Forever (Vol. II) # 9
Be', la mia copia ha un errore di stampa che rende due pagine illeggibili. Ma principalmente è la storia di Ziggy Trask, l'ultimo membro della famiglia Trask, che ha passato la sua vita a cercare di redimere il nome della sua famiglia costruendo delle Sentinelle che funzionassero davvero. Stupida donna, non ha mai letto Essential X-Men? Le Sentinelle non funzionano mai. In realtà c'è qualcosa di interessante nel personaggio - Claremont lavora duro per presentarcela come qualcuno di essenzialmente normale che è cresciuto vedendo gli X-Men come i cattivi e che non è tanto malvagio quanto ossessionato dagli affari di famiglia. In questo numero inoltre scopriamo chi sia una di quelle persone nell'ombra! (Non è nessuno che conosciamo).

X-Men Legacy # 228
Questa è la seconda parte di "Devil at the Crossroads", la storia di Emplate iniziata nell'Annual di quest'anno. Emplate ha rapito Bling, perché sebbene sia terribilmente sconosciuta ha casualmente dei poteri utili. Quindi questa è una storia in cui Bling viene tenuta prigioniera in una strana casa infestata interdimensionale da un tipo che indossa una maschera antigas e Rogue deve andare a salvarla. Il disegnatore Daniel Acuna fa questo lavoro; i suoi disegni colorati da lui hanno una strana sensazione di eccessiva saturazione che non sempre funziona, ma si rivelano perfettamente nel loro campo in una storia che riguarda un pazzo pervertito in una casa interdimensionale. Questa versione di Emplate non è tanto un genio quanto un tipo strano, ma del resto l'essere inquietante è sempre stato il suo tratto più forte quindi perché non portarlo all'estremo?

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